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Luminal – “Io Non Credo” – Testi

 

LUMINAL  – “IO NON CREDO

Testi di Alessandra Perna & Carlo Martinelli – ed. New Model Label

Signore e signori dell’accusa

Ho provato a liberarmi e la libertà mi ha riportato da me

ho provato ad accusarmi e l’accusa mi ha riportato qui da me

ma non c’è nulla di diverso, nulla di diverso e così

nulla è più diverso, nulla è più diverso di così

c’è qualcosa nel mio corpo, muove le mie mani

e finisce solo quando muoio

non so che cos’è, tu sta’ lontano da me

sta’ lontano da me, ma lì rimane

ed è così tanto tempo che non ho più una voglia

che non so se l’ho avuta mai

è così tanto tempo che non ho più una voglia

non so se l’ho avuta mai

La mia rivoluzione è più irreale di me

la mia rivoluzione è più irreale di me

e qualsiasi altro uomo è più irreale di me

anche tu, tu, tu sei più irreale di me

l’avvocato me l’ha detto, amore mio

abbassa il tono

non hai nulla da provare, amore mio

abbassa il tuo tono

so che è vero

ma non ci credo

“la mia vita l’ho vissuta”

è solo un modo di dire: provare e riprovare a non impazzire

so che è vero

ma non ci credo

Io non credo

Io non credo

nella realtà io non credo

nelle parole non credo

nei tuoi occhi chiusi non credo

io non credo

nel padre e la madre non credo

nello spirito santo non credo

nella secessione non credo

l’unica cosa che mi aspetto

è sopravvivere al deserto

che il mio pensiero sia saldo

e che la mia vita torni un istante indietro

Io credo

nell’abbandono io credo

nella vergogna io credo

nell’assenza io credo

io credo

nella mancanza io credo

nella colpa io credo

nell’equivoco credo

Io non credo

non ho nulla e non credo

non so parlare e non credo

non so cantare e non credo

Si può vivere

Non sei mai stato pazzo

mi disse l’uomo che mi seguiva

non aveva mai avuto gli occhi

era solo rosso in viso

mi guardava sempre le spalle

e parlava senza gridare

non aveva mai avuto niente

mi dava sempre ragione

lui vivrà

se io vivrò

Non sei mai stato pazzo

mi disse l’uomo e non scherzava

non faceva mai rumore

non l’ho sentito arrivare

nella testa mi parlava

e ogni giorno m’implorava

non lasciarmi mai andare

ho solo te per sentire

Lui vivrà

Se io vivrò

Non è ancora finita, babyblue

Le cose che ti ho detto e non volevo dire

quelle che ho fatto e non dovevo fare

restano ad ascoltare

ferme ad aspettare

ore passate per non dimenticare, il tempo si ferma

non sa più che dire

vivo all’inferno per non dimenticare

che il male che ho fatto potrebbe non morire

Non è ancora finita, babyblue

so che il dolore e il male sono una cosa sola

e che il male è figlio del mio desiderio

ma non riesco a smettere

non posso smettere

non voglio smettere

e non so smettere

Il giorno sulla collina

Il giorno è iniziato, non sai che si muore

non sai che la luce è sempre luce

anche in un’alba incerta

anche in una strada deserta

Non vedi? se ne vanno, insieme

la voce racconta: è l’uomo che non esiste

cambia mille volte (ed una sola)

se per caso si legge la mano poi di colpo muore d’invidia

resta solo

e corre ancora

Niente di speciale

Avrei dovuto capire che chi non ha voglia non vive

ma avevo paura e non sogni, io avevo paura e non sogni

avrei dovuto capire, non è un male se non ho niente da dire

ho detto già tutto nel sonno

ricordo d’aver detto poco

qualcuno qui sa cos’è che io ho

mi sento cadere, cos’è che io ho?

ho voglia di bere, cos’è che io ho?

non è niente di speciale

non sono niente di speciale

non è niente di speciale

non è niente di speciale

non ho niente di speciale

non è niente di speciale

non ho niente di speciale

niente di speciale

avrei dovuto capire

“ieri” è solo un modo di dire

ma ho perso le tracce di “oggi”

ed è strano parlare di “oggi”

ho visto me stesso partire

voltarsi guardarmi e non dire:

io avevo paura e non sogni, avevo paura e non sogni

Alle gegen alle

Chi da la vita in cambio ha una voce

chi è solo non ha mai pace

lungo la riva il cadavere parla

muore il suo ruolo, mai l’uomo

il male si concede solo a un ottimo amico

che sa quand’è il momento di andare, e di aspettare

Tutti contro tutti: è la massa che ha perso, è l’uomo che ha vinto

dio rallenta si ferma e lo spia

la voce è afflitta ma l’uomo inventa

nasconde sè stesso, ma non va ancora via

il male si concede solo a quell’amico

che sa quando scegliere

e poi tornare indietro

L’ultima notte

La notte viveva in un fosso

mi disse: sta ferma e impara

non sai che io so guardare

con gli occhi aperti il sole

un giorno io le chiesi

sono a un passo ma mi sento allontanare

lei rispose ho freddo, io non so aspettare

non so se è vero ma è quello che provo

non credo a nient’altro che all’aria che ho intorno

la madre, il cielo, il soprasso

gridavo il tempo è un dovere

ma lei inghiottiva il vento

e il mondo vedeva accadere

alla fine del giorno le chiesi

perché parlano tutti insieme

lei rispose ho freddo

io non so ascoltare

Ed ora che torna di nuovo in sè

la forma è il solo dolore

Tutti gridano è finita

Lei già sa cosa non fare, sa che non le costa poco

ed ha smesso ed imparato cento e mille volte ormai

cosa non fare quando perdi e non c’è niente da scherzare

cosa fare se ti fermi e guardi dio che se ne va

tutti gridano è finita

tutti ridono sei finita

tutti gridano è finita

Ho cambiato la preghiera, ora è una maledizione

ho scordato le parole, ora è una maledizione

ma le ore non sono interminabili, i nomi li abbiamo già scordati

e la notte, non è mai fredda

 

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