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Alessandro D’Iuorno – “Ho Capito Abbastanza” – Il nuovo lavoro del cantautore fiorentino, in tutti gli store digitali dal 15 Maggio 2012 da Controrecords / New Model Label

aprile 17, 2012

Showcase di presentazione: 20 Aprile 2012 @ Genio Italiano – Via Guidoni, 168 – Firenze – Ore 22.00
“Aprire gli occhi a volte significa vedere cose terribili, cose che non si possono cambiare, cose che fanno rabbia e paura. “Ho capito abbastanza” è il frutto del caos di un lento risveglio dove l’istinto precede l’estetica, dove il rifiuto sembra essere l’unica salvezza. Quando non c’è più niente da capire è possibile uscire dal tunnel a meno che non si è affezionati.” Sono queste le parole con cui Alessandro D’Iuorno descrive il suo nuovo album, all’insegna della canzone d’autore, intimista ed introspettivo, anche nei suoi momenti più “politici”.
Link: www.alessandrodiuorno.com/
www.controrecords.com

“Ho Capito Abbastanza” – track by track, raccontato da Alessandro D’Iuorno
Siamo noi l’opposizione: un richiamo all’adesso e subito. Al prendere le nostre responsabilità con il fine di smettere di subire ma diventare parte attiva.
Nanananananà: Saluti al vecchio popolo per andare verso il nuovo, verso il coraggio di rischiare
Lontano: un brano criptico , lontano è il tentativo di cogliere l’inspiegabile.
Ci vendono l’ombra: la canzone con più spunti creativi di tutto l’album, un dipinto a pennellate forti del nostro tempo. Forte e vigorosa la voce sottolinea una rabbia attiva di chi non accetta e non si arrende.
Sarà l’autunno: la dolcezza della ripetività della condizione umana si sfoga in quel sarà l’autunno come resistenza maggiore al cambiamento.
Anna è bella: ma si lascia vivere, c’è amore e rispetto verso questa donna che chiusa e segnata da una stanchezza esistenziale di una vita che va oltre la propria vorrebbe scoprire l’amore
Amico mio: da un’esperienza personale una canzone di denuncia che va oltre il rapporto di amicizia e reclama la necessità di guardare i fatti per quelli che sono senza timori o reticenze
Vorrei dirti che: una poesia dolce triste e fragile, un canto di affetto, di riconoscimento e affermazione di sé distinto dall’altro. La volontà di vivere una vita piena.
Un sogno: i sentimenti come l’amore sono considerati d’ intralcio rispetto ai ritmi autodistruttivi del nostro tempo, mentre l’uomo persiste l’anima si ribella.
Resisterò: basta il titolo

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